Dal 24 gennaio 2013 “Stelle” anche per gli agriturismi

Lo scorso 24 gennaio sono stati approvati, in sede tecnica, i criteri di classificazione nazionale degli agriturismi.

L’introduzione delle categorie, sottolineano gli esperti del settore, garantirà una maggiore trasparenza dell’offerta agrituristica, favorirà l’incontro tra la domanda e l’offerta e, cosa assai rilevante,  risponderà in  modo più efficiente alle aspettative  di una clientela sempre più esigente, alla continua ricerca di un ambiente incontaminato, di prodotti agroalimentari di qualità e di paesaggi di grande pregio.

La classificazione dell’agriturismo, grazie al lavoro del Ministero delle Politiche Agricole, nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale dell’Agriturismo, abbandona spighe, margherite, fiori, quadrifogli, e perfino picchi, per incamminarsi verso un simbolo e requisiti comuni a tutte le regioni. Per gli alberghi ci sono le stelle; per gli agriturismi, invece, il simbolo sarà presto stabilito di comune accordo.

L’attuale sistema di classificazione dell’agriturismo, disomogeneo, a seconda delle regioni, per anni ha creato non poche difficoltà al settore, disorientando il pubblico. Ora il ministero delle Politiche agricole, attraverso l’Osservatorio nazionale dell’agriturismo, sta elaborando un sistema unitario di classificazione nazionale, tenendo conto delle esperienze maturate nelle varie regioni.

Agriturist, soddisfatta del lavoro che il ministero sta portando avanti, grazie anche alla collaborazione con le Regioni, auspica che entro la fine dell’anno si possa giungere alla classificazione unitaria dell’agriturismo, trovando l’accordo sulla simbologia e sul numero delle categorie, sul quale attualmente non c’è armonizzazione: prevalgono le cinque, già da tempo applicate agli alberghi, ma in alcuni casi sono previste quattro o tre categorie.

"Dieci regioni su venti – dice il direttore nazionale di Agriturist, Giorgio Lo Surdo – avevano già attuato un proprio sistema di classificazione dell’agriturismo, adottando tre scale di valori e cinque simboli diversi, con difformità anche nella scelta dei requisiti necessari per l’attribuzione delle categorie. Era davvero necessario un intervento di riordino della materia per offrire ai potenziali ospiti un punto di riferimento più comprensibile".

Per unificare un quadro così eterogeneo di classificazione dell’agriturismo, sono stati effettuati sondaggi sulle motivazioni della domanda (curato dall’ISMEA) e sulle caratteristiche dell’offerta (curato dall’INEA in collaborazione con le Associazioni nazionali di categoria), in base ai quali i requisiti già adottati dalle Regioni sono stati opportunamente valutati e selezionati, in modo da coniugare semplificazione ed efficacia del sistema.

"L’agriturismo – prosegue Lo Surdo – non può avere una classificazione soltanto sulla base al comfort dei servizi, che peraltro deve tenere presente le peculiarità del contesto agricolo. Il lavoro fin qui svolto ha interpretato efficacemente questa esigenza, attribuendo significato rilevante anche alle caratteristiche del paesaggio circostante e dell’attività agricola. Ora le Regioni dovranno consultare le rappresentanze delle imprese per apportare le rifiniture finali".

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